Premio Chiara 2022

Premio letterario per raccolte di racconti edite.

Faccia Piero Chiara standard

L’Associazione AMICI DI PIERO CHIARA con il contributo di Regione Lombardia e con il patrocinio e il sostegno di Repubblica e Cantone Ticino, Regio Insubrica, Provincia di Varese, Comune di Varese, Comune di Luino, Camera di Commercio di Varese, Fondazione Comunitaria del Varesotto Onlus, ha indetto la XXXIV edizione del Premio Chiara.

Erano ammesse a concorrere raccolte di racconti in lingua italiana, edite con ISBN e regolare distribuzione nei circuiti di vendita in Italia e nella Svizzera italiana tra il 1° maggio 2021 ed il 30 aprile 2022. Le raccolte dovevano contenere racconti scritti tutti da un solo autore: non potevano partecipare antologie a più mani.

Gli editori e gli autori che intendevano partecipare al Premio Chiara 2022 dovevano far pervenire entro il 5 maggio 2022 13 copie del libro alla sede del Premio:

    Amici di Piero Chiara,
    Viale Belforte 45, I-21100 Varese

unitamente alla scheda di partecipazione debitamente compilata, scaricabile al link seguente.
 

Scarica il bando di concorso (PDF)

 

Terna finalista

Tra le 50 raccolte pervenute alla segreteria del Premio, la Giuria letteraria, presieduta da Romano Oldrini Presidente Ass. Amici di Piero Chiara e composta da Daniele Bellasio direttore La Prealpina, Vittorio Colombo responsabile de La Provincia di Lecco, Luca Crovi scrittore, Robertino Ghiringhelli già ordinario di Storia delle Dottrine Politiche Università Cattolica Milano, Andrea Kerbaker giornalista, scrittore e critico letterario, Marta Morazzoni scrittrice, Mauro Novelli docente letteratura italiana contemporanea Università Statale Milano, Ermanno Paccagnini già ordinario di Letteratura Italiana Contemporanea Università Cattolica Milano, Luca Saltini scrittore, Stefano Vassere direttore Biblioteca Cantonale Lugano e Andrea Vitali scrittore ha selezionato la seguente terna finalista:

 

Copertina   Ritratto
Michele Mari, Le maestose rovine di Sferopoli, Einaudi

 

Sinossi Ogni ossessione a Sferopoli è già stata catalogata, qualsiasi mito o superstizione trova conferma, i sogni sono moneta corrente, la letteratura è l’unica divinità. Nella geografia immaginaria e nella filologia fantastica di questo libro può capitare che il carteggio fra una padrona di casa e un inquilino precipiti in un contrappasso metafisico, e che al calar delle tenebre i teschi si raccolgano intorno a quello fra loro più loquace; che il tema assegnato da un maestro elementare susciti un maleficio, o che un esame universitario sia l’occasione per uno studente impreparato di esibirsi in uno sfoggio linguistico ultraterreno. Si scoprirà quanto da bambino Mozart andasse pazzo per il gorgonzola, e solo dopo aver messo in tasca una ricetta per la coda alla vaccinara potrà proseguire la visita. Non mancheranno le dispute: se si è fortunati si incontreranno gli otto rabbini piú potenti del mondo pronti a sfidarsi in una gara di golem, o due parroci rivali disposti a tutto pur di raccogliere i funghi migliori.
L’autore Milano, 1955. Ha insegnato Letteratura italiana all’Univ. Statale Milano, pubblicando studi critici e curando edizioni di classici. Collabora con “Repubblica”. Molti dei suoi romanzi, raccolte di racconti e poesie sono nel catalogo Einaudi. Con Nero ha pubblicato i suoi fumetti giovanili; con il Saggiatore la raccolta di saggi I demoni e la pasta sfoglia. Ha tradotto per i maggiori editori italiani opere di Stevenson, Melville, Crane, Wells, London, Steinbeck, Orwell e Gombrowicz.
Commento di Romano Oldrini Con una penna puntuta e tutt’altro che accomodante, ma affascinante, Mari ci accompagna in questa città immaginaria, Sferopoli, dove storia e mito combattono con l’unico aiuto della letteratura, vero faro per attutire le angosce del quotidiano.

 

Copertina   Ritratto
Antonio Pascale, La foglia di fico, Einaudi

 

Sinossi Le piante sono dei fari, racchiudono simboli millenari, essenziali, nitidi. Riescono a sfidare le avversità e quindi ci offrono un modello di resistenza, perché con tenacia mettono in mostra la potenza delle contraddizioni: il desiderio di vivere e amare (espresso dal ciliegio) che può procurare frustrazione e insicurezza; la forza (della quercia) che ci può abbandonare all’istante, buttandoci nello sconforto; la democrazia come processo di adattamento tra profondità e superficie (l’olivo); la necessità di un rito di passaggio (il grano), di un viaggio che comprenda una morte per rinascere.
L’autore Napoli 1966, è vissuto a Caserta, poi a Roma, dove lavora. È scrittore, saggista, autore teatrale e televisivo e ispettore presso il Mipaaf. Per Einaudi ha pubblicato, tra gli altri, La città distratta, Ritorno alla città distratta, La manutenzione degli affetti, Passa la bellezza, Scienza e sentimento, Le attenuanti sentimentali, Le aggravanti sentimentali. Collabora con «Il Mattino», «Il Foglio», per cui dirige il bisettimanale di agricoltura «Agrifoglio», «Rivista Studio», «Link. Idee per la tv», «Mind», «Le Scienze», «limes» e ha un blog sul «Post». Si occupa di divulgazione scientifica.
Commento di Romano Oldrini “Una botanica dei sentimenti” così cita il risvolto del suo libro. E la natura di Pascale parla a noi, ai nostri sentimenti, ci guida, si arrabbia, ma sempre si pone come aiuto, come guida.”

 

Copertina   Ritratto
Alessandra Sarchi, Via da qui, Minimum fax

 

Sinossi Una giovane donna perde la sua compagna in un incidente, ma a decidere se espiantare o noi suoi organi saranno i genitori. Una bambina tiene un diario delle vacanze mentre una zia che da tempo si è trasferita negli Stati Uniti, vorrebbe comprare una casa sull’argine del Po perché la sua vita non continui a franare. Una coppia vive abusivamente nel sottotetto di un palazzo nobiliare a Bologna e campa di espedienti. Un’altra donna, in California, svuota l’ultimo cassetto per lasciarsi alle spalle un’esistenza sbagliata. Un gruppo di amici si ritrova in cima a un’altana, a Venezia, a Venezia, a ragionare sulle proprie rese e su quanto le loro vite si siano allontanate da quelle che avevano immaginato da giovani.
L’autrice Reggio Emilia 1971, vive a Bologna. Ha esordito con la raccolta di racconti Segni sottili e clandestini (Diabasis 2008). Per Einaudi ha pubblicato quattro romanzi: Violazione (2012), L’amore normale (2014), La notte ha la mia voce (2017) e Il dono di Antonia (2020). Nel 2019 è uscito per Bompiani il saggio La felicità delle immagini, il peso delle parole. Cinque esercizi di lettura su Moravia, Volponi, Pasolini, Calvino, Celati. È autrice del podcast Vive! realizzato da Storielibere.fm e Piccolo Teatro di Milano in collaborazione con il Corriere della Sera.
Commento di Romano Oldrini “La crisi dell’uomo moderno – e della donna – di noi schiacciati dal “banale” quotidiano dal quale cerchiamo di affrancarci, con la fuga, con l’ironia, con l’asservimento. Un libro che è un periscopio sulla modernità più cogente.”

 

Scelta del vincitore

La terna finalista è stata inviata ai 150 componenti della Giuria dei Lettori, cui spetta votare il vincitore.

I finalisti saranno nostri ospiti sabato 15 ottobre 2022 alle ore 17:30 presso la Biblioteca Cantonale di Lugano e domenica 16 ottobre 2022 alle ore 10:30 presso il Museo MAGA Gallarate.

La finale avrà luogo domenica 16 ottobre 2022 alle ore 17:00 presso le Ville Ponti di Varese.

 


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