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“Il potere della gentilezza”: la prefazione ai racconti finalisti del #ChiaraGiovani2019

“Il potere della gentilezza”: la prefazione ai racconti finalisti del #ChiaraGiovani2019

Staff

1 Settembre 2019

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La copertina

Vi riportiamo di seguito la prefazione scritta da Giuseppe Battarino, presidente della giuria tecnica del Premio Chiara Giovani 2019, per il volume contenente i venti racconti finalisti di questa edizione.

 

In fruttuosa dissonanza con un mondo che sembra in prevalenza preda del cinismo, della prepotenza, della furbizia, i giovani partecipanti al Premio Chiara Giovani 2019 si sono confrontati con “Il potere della gentilezza”: un potere diverso, diametrale rispetto a quello che si esercita contro l’umanità e la dignità degli altri.

La giuria tecnica del concorso è diventata un gruppo consolidato: ci dividiamo e ci intendiamo con levità e passione, in un dialogo aperto tra di noi e tacito con i partecipanti, le cui scritture e sensibilità abbiamo inteso affrontare con la curiosità e l’attenzione che a ciascuna di loro è dovuta. Un convinto e sentito ringraziamento va dunque a Cristina Boracchi, Karin Motta, Michele Airoldi, Mattia Bertoldi, Salvatore Consolo, Andrea Giacometti e Aurelio Sargenti.

Abbiamo selezionato venti racconti da sottoporre al giudizio della giuria popolare; è stato relativamente più facile usare, come elementi di valutazione e valorizzazione dei racconti inviati dai giovani scrittori, la correttezza formale e la capacità narrativa, piuttosto che un’astratta pertinenza al tema proposto. Perché i partecipanti hanno mostrato di saper immaginare molti diversi contesti in cui il potere della gentilezza si esercita.

Tra i racconti selezionati ce ne sono dunque di notturni e solari, storici o calati nella contemporaneità, intimistici e sociali; ma una costante è la percezione che la scelta di compiere gesti di apertura, disponibilità, generosità, rappresenta l’annuncio di un nuovo mondo possibile, intravisto anche nelle condizioni più difficili.

Il potere della gentilezza è anche quello che può insegnare, come farebbe un genitore – e come scriveva Piero Chiara in “Era d’inverno” – “a vedere il mondo, a conoscere la vita, a sapere come prenderla, a trovarci gusto e a navigarla con calma”. E queste pagine raccontano anche la possibilità di passare dai marosi della prevaricazione ad acque tranquille di pace.

La lettura di questi racconti da parte della giuria popolare e progressivamente, come sempre ci auguriamo, di un numero più ampio di lettori, sarà anche un modo di condividere questa possibilità.

 

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