Premio Chiara 2017

Premio letterario per raccolte di racconti.

Faccia Piero Chiara standard

L’Associazione AMICI DI PIERO CHIARA con il patrocinio e il sostegno di Regione Lombardia, Repubblica e Cantone Ticino, Provincia di Varese, Comune di Varese, Comune di Luino, Camera di Commercio di Varese, Fondazione Comunitaria del Varesotto Onlus, ha indetto la XXIX edizione del Premio Chiara.

Erano ammesse a concorrere raccolte di racconti in lingua italiana edite in Italia e nella Svizzera italiana, tra il 1 maggio 2016 ed il 30 aprile 2017.

Gli Editori e gli Autori che intendevano partecipare al Premio Chiara 2017 dovevano far pervenire, al più presto e non oltre martedì 2 maggio 2017, 12 copie del libro alla segreteria del Premio, al seguente indirizzo:

    Associazione Amici di Piero Chiara, Viale Belforte 45, 21100 Varese
    (orari di apertura: dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 14.00)

unitamente alla scheda di partecipazione debitamente compilata, scaricabile al link seguente.

 

Scarica il bando di concorso (PDF)

 

Vincitore

Davide Bregola Vincitore Premio Chiara 2017 Lo spoglio delle schede inviate dai 150 giurati popolari italiani e ticinesi, condotto in diretta dal notaio durante la Manifestazione Finale di domenica 22 ottobre 2017, ha visto prevalere Davide Bregola e La vita segreta dei mammut in Pianura Padana, Avagliano, che ha preceduto con margine Francesca Manfredi con Un buon posto dove stare, La nave di Teseo, e Luca Ricci con I difetti fondamentali, Rizzoli.

Luca Ricci ha invece vinto il Premio Giuria della Stampa, per il quale ha ricevuto un’opera dell’artista varesino Marcello Morandini.

 

Finalisti

Tra le raccolte pervenute alla segreteria del Premio, la Giuria letteraria, presieduta da Romano Oldrini e composta da Vittorio Colombo, Luca Crovi, Robertino Ghiringhelli, Maurizio Lucchi, Luigi Mascheroni, Mauro Novelli, Ermanno Paccagnini, Luca Saltini, Gianni Spartà, Stefano Vassere e Andrea Vitali ha selezionato la seguente terna finalista:

 

Copertina   Ritratto

Davide Bregola, La vita segreta dei mammut in Pianura Padana, Avagliano

  • Sinossi: Una raccolta di episodi letterari in cui i protagonisti, come mammut scampati all’estinzione, calati in un paesaggio tanto surreale quanto vero, compiono azioni ingenue o crudeli, sempre immersi nella loro speciale umanità. Giuseppe Pederiali, che lesse questi racconti quando erano ancora inediti, scrisse: “A leggere Davide Bregola viene spontaneo pensare a Zavattini, a Giovannino Guareschi, a Giuseppe Tonna, e a tutti gli altri scrittori della Bassa che hanno contribuito a disegnare i confini di questo paese, confini visibili soltanto attraverso la narrativa. Un paese antico, raccontato anche dagli antenati, a cominciare da Teofilo Folengo e Giulio Cesare Croce. Ma com’è oggi la Pianura Padana, e più precisamente la Bassa? I divertenti e originali episodi di Davide Bregola la mettono a fuoco con precisione e sana cattiveria: la natura piegata con violenza alle esigenze dell’industria a tutti i costi e della agricoltura meccanizzata e disciplinata al punto che non si trova un rovo o un’ortica; gli uomini che faticano a riconoscersi in una cultura sbrindellata e con radici che succhiano veleni. Nonostante tutto, in un paesaggio da glaciazione tiepida, si aggirano rari e splendidi mammut: uomini, donne, ragazzi, forse, in via di estinzione, ma consapevoli della storia naturale di ieri e del piacere di vivere in questo posto”. Gente della Pianura raccontata attraverso una scrittura che sorprende per la straordinaria visionarietà.
  • L’autore: Ferrara, 1971. Residente a Mantova, ha pubblicato conversazioni con scrittori e poeti migranti nei libri Da qui verso casa (2002) e Il catalogo delle voci (2005). Per Sironi editore ha pubblicato Racconti felici (2003) e La cultura enciclopedica dell’autodidatta (2006). Nel 2017 per Avagliano editore ha pubblicato La vita segreta dei mammut in Pianura Padana. Tiene atelier di lettura e “mappe di comunità” in centri psichiatrici e case di riposo. Ha ideato incontri-spettacolo con burattini che realizza lui stesso e con cui gira l’Italia.

   
 

Copertina   Ritratto

Francesca Manfredi, Un buon posto dove stare, La nave di Teseo

  • Sinossi: Un bosco, una vecchia casa in montagna, la piscina di un condominio. Una bambina che nuota, una ragazza che torna a casa, un padre che scompare, un altro che trova pace nel silenzio umido di una cantina. E poi, nel pulviscolo di istanti che compongono i giorni più normali, affiora la rete dei sentimenti, dei sogni, delle scoperte che illuminano e feriscono, di una memoria in cui si è sempre salvi, ma inguaribilmente soli. È con grazia e scrittura limpidissima che Francesca Manfredi racconta i protagonisti di queste undici storie, avvolti nella normalità delle loro vite, ma sempre colti sul principio di una soglia da cui poter guardare alle loro fragilità e alle loro inquietudini, come a un posto da cui non è necessario fuggire, un buon posto dove stare.
  • L’autrice: Reggio Emilia, 1988. Laureata al DAMS e diplomata al biennio in Scrittura&Storytelling della Scuola Holden, collabora con l’Accademia del Coro Maghini per la riscrittura insieme a un gruppo di autori del libretto dell’opera di Robert Schumann Der Rose Pilgerfahrt e con il GAI – Associazione per il Circuito dei Giovani Artisti Italiani come corrispondente narrativo per il programma Movin’Up. Ha pubblicato racconti sul Corriere della Sera e su Linus. Con la sua prima raccolta, Un buon posto dove stare, edita da La nave di Teseo, si aggiudica il Premio Campiello Opera Prima 2017.

 
 

Copertina   Ritratto

Luca Ricci, I difetti fondamentali, Rizzoli

  • Sinossi: “Gli scrittori lavorano nelle tenebre, e come ciechi soppesano l’oscurità” ha detto José Saramago. Ma è davvero possibile raccontare una figura sfaccettata, mutevole e imprevedibile come quella di chi per mestiere inventa mondi? Come rintracciare la sua natura autentica negli abissi dell’immaginazione in cui lavora? Forse bisognerebbe partire dalle cose concrete, dalle pulsioni più animali, dai difetti. Questa è la risposta di Luca Ricci, in un ritratto composto da quattordici istantanee – fulminanti, indiscrete, perfette – che sono anche quattordici racconti d’amore: perché è l’amore, a ben vedere, il difetto più evidente, e necessario, di ogni essere umano.C’è lo scrittore che trascorre una vacanza in una spiaggia nudista, salvo poi incapricciarsi dell’unica ragazza che, chissà perché, resta vestita; c’è quello che per sbarcare il lunario apre un bed & breakfast e una sera, con la complicità di un volo cancellato, ha l’occasione di affittare una camera al più potente agente letterario del mondo; c’è quello che ogni lunedì, con una puntualità inflessibile, chiama una casa editrice pur sapendo che il suo dattiloscritto non verrà mai letto Sebbene il risultato rimandi alla perentorietà di un classico, Ricci spinge l’arte del racconto al di là delle forme note e dei generi consolidati, chiedendo alla letteratura di assolvere ancora una volta al compito più arduo, quello di indagare l’impasto misterioso di cui è fatta ogni esistenza.
  • L’autore: Pisa, 1974. Tra i suoi libri ricordiamo L’amore e altre forme d’odio (Einaudi 2006), La persecuzione del rigorista (Einaudi 2008), Come scrivere un best seller in 57 giorni (Laterza 2009), Mabel dice sì (Einaudi 2012) e Fantasmi dell’aldiquà (Scuola di Pitagora 2014). Tiene corsi sul racconto per Scuola Holden, Scuola del libro e Scuola Belleville. Collabora alle pagine culturali de Il Messaggero e del Corriere della Sera.

  
 

La parola passa ora alla Giuria dei Lettori, composta da 150 giurati, italiani e della Svizzera italiana, di cui 100 designati dagli Enti pubblici che partecipano all’iniziativa e 50 designati tra i Gruppi di Lettura e i lettori delle Biblioteche della Lombardia e del Canton Ticino. Ciascun membro ha ricevuto gratuitamente i volumi finalisti unitamente alle schede di voto: le preferenze di tale giuria hanno determinato il vincitore del Premio Chiara 2017.

Per il sesto anno consecutivo le tre opere finaliste hanno concorso anche al Premio della Stampa, assegnato da un’apposita Giuria di 15 giornalisti d’alto profilo ed espressione di testate della regione insubrica. Per l’anno 2017 la Giuria è presieduta da Nicoletta Romano (direttrice Living is Life) e composta da Matteo Airaghi (Corriere del Ticino), Gianni Beraldo (direttore Varese 7 Press), Enrico Camanzi (Il Giorno), Francesco Caielli (direttore La Provincia di Varese), Manuela Camponovo (Giornale del Popolo), Paolo Carnevale (Corriere della Sera), Cristiana Castelli (Lombardia Oggi), Mario Chiodetti (freelance), Lorenzo Crespi (Telesettelaghi), Andrea Giacometti (direttore Varese Report), Marco Giovannelli (direttore VareseNews), Matteo Inzaghi (direttore Rete 55), Mariagrazia Rabiolo (RSI Radiotelevisione svizzera) e Franco Tettamanti (freelance). La busta con il nominativo prescelto sarà aperta durante la Manifestazione finale del Premio Chiara: il vincitore sarà premiato con un’opera di Marcello Morandini, insigne artista del nostro territorio. Il Premio della Stampa non influisce sulla classifica finale del Premio Chiara, che è decisa unicamente dai voti della Giuria dei Lettori.

 

Sezione Segnalati

Per la Sezione Segnalati, che premia annualmente un libro di racconti concorrente al Premio Chiara non giunto in finale, ma che sappia ben interpretare le caratteristiche peculiari del territorio e della popolazione insubrica, la Giuria ha deciso di indicare il seguente volume:

 

Copertina   Ritratto

Alessandro Reali, Il diavolo del Ticino e altri racconti, Libreria Ticinum

con la seguente motivazione:

    “I racconti di Reali mescolano con disinvoltura leggende e fatti accaduti: l’autore si pone come testimone e salvatore di storie che altrimenti andrebbero perdute, rendendole più vere in quanto ambientate in un territorio che ha sempre generato narratori”

  • Sinossi: Racconti capaci di cancellare i confini tra realtà e immaginario per cui le leggende o le storie anche inventate, diventano più vere perché attingono alle profonde radici di un territorio che ha sempre generato narratori. Un esempio di come le tradizioni orali e l’immaginario del luogo affiorino ciclicamente creando una grande storia letteraria che continua e che gli dà quel senso di classicità che l’autore ha intuito scrivendo.
  • L’autore: Pavia, 1966. Lavora presso un laboratorio chimico dell’ENI. Legge molto. Ama l’arte. Ascolta i cantautori italiani, Bob Dylan, il blues e il jazz. Gli piace la quiete, fumare la pipa, il toscano e, ogni tanto, fare notte in birreria con gli amici di sempre. Dalla sua penna sono nati i romanzi d’investigazione con protagonista l’agenzia degli sgangherati detective Sambuco e Dell’Oro, editi da Frilli: Fitte Nebbie (2012), Sambuco e il segreto di viale Loreto, La morte scherza sul Ticino (2014), Ritorno a Pavia (2015) e Ultima notte in Oltrepò (2016). Sempre per Frilli ha pubblicato Risaia crudele. Quei giorni dell’inverno ’45 (2014) e La bestia di Sannazzaro. Lomellina, inverno di guerra 1917 (2016).

 

 

Appuntamenti

Cliccare sulla data per aprire la pagina dedicata.

  • Sabato 21 ottobre, ore 17.00 – Biblioteca Cantonale di Lugano
    Incontro con i finalisti del Premio Chiara 2017, intervistati da Luca Saltini e Stefano Vassere
  • Domenica 22 ottobre, ore 11.00 – Museo MAGA Gallarate
    Incontro con i finalisti Premio Chiara 2017, intervistati da Andrea Vitali e Maurizio Lucchi. Evento realizzato in collaborazione con DuemilaLibri
  • Domenica 22 ottobre, ore 17.00 – Sala Napoleonica, Ville Ponti di Varese
    Manifestazione finale del Premio Chiara 2017 con spoglio in diretta delle schede di voto e proclamazione del vincitore. La manifestazione includerà inoltre la premiazione dei vincitori del Premio Chiara Giovani, della Sezione Segnalati, del Premio Chiara Inediti e del Premio Giuria della Stampa. Conducono Claudia Donadoni e Luigi Mascheroni

 



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