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Le interviste de La Prealpina ai finalisti del #Chiara2024

Le interviste de La Prealpina ai finalisti del #Chiara2024

Amici di Piero Chiara

19 Ottobre 2024

Vi proponiamo qui le interviste, uscite questa settimana su “La Prealpina” a cura di Riccardo Prando, agli autori in terna finalista al XXXVI Premio Chiara. Ci prepariamo così al weekend conclusivo del concorso, che inizia oggi, 19 ottobre alle ore 18 con il primo incontro in Biblioteca Cantonale Lugano, proseguirà domattina, 20 ottobre ore 10:30, al Museo MA*GA Gallarate, e culminerà con la Finale, sempre il 20 ottobre alle ore 17 in Ville Ponti Varese.

“Parto sempre da personaggi realmente esistiti, cui come ovvio ne aggiungo altri d’invenzione ma sempre contestualizzandoli nella vicenda e quindi nel periodo storico e nei luoghi reali che finiscono per interagire con la trama e renderla verosimile. Dopo la Valsesia, il Lago Maggiore e Milano, Il tempo degli imprevisti ci racconta Venezia, Merano, Trieste tra le due guerre mondiali e le leggi razziali.” Helena Janeczek introduce così il suo Il tempo degli imprevisti, Guanda – CLIC QUI PER LEGGERE L’INTERVISTA

“Mescolare un docente universitario con una serie di delitti? Tutto sommato non è stato e non è così difficile come può sembrare. Risolvere il mistero che avvolge il cadavere di una persona uccisa è un po’ come risolvere un mistero di tipo scientifico. Per questo, nonostante sia in pensione ormai da anni, continuo ad aggiornarmi sui temi scientifici che hanno rappresentato a lungo la mia vita professionale.” Questo il background che Santo Piazzese delinea attorno ai Sei casi per Lorenzo La Marca, Sellerio – CLIC QUI PER LEGGERE L’INTERVISTA

“Racconto di donne disincantate rispetto a una idea codificata di felicità. E poi cos’è la felicità? Difficile darne una definizione in cui possiamo trovarci tutti. Diciamo che al massimo possono essere più contente che felici. Forse desiderano la felicità ma non ci arrivano, non ci possono arrivare perché la felicità non esiste. Desiderano, piuttosto e il desiderio è di per sé una forma di contentezza, un modo per provare a essere contenti.” Così Veronica Raimo, autrice de La vita è breve, eccetera, Einaudi – CLIC QUI PER LEGGERE L’INTERVISTA

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