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Tra giallo, coerenza ed eleganza: i primi verdetti del Premio Chiara 2025
Amici di Piero Chiara
21 Giugno 2025
Il fascinoso e iconico Eremo di Santa Caterina del Sasso, affacciato sul Lago Maggiore, fa ancora da cornice – in questo sabato 21 giugno 2025 – alla conferenza stampa promossa dall’Associazione Amici di Piero Chiara. In questa occasione vengono annunciati i primi esiti dei concorsi di scrittura indetti per l’anno in corso, nel XXXVII Premio Chiara.
Terna finalista del Premio Chiara Editi 2025
Come da tradizione il concorso era riservato a raccolte di racconti, edite in Italia o in Svizzera italiana tra maggio 2024 e aprile 2025.
Tra le 39 raccolte pervenute alla segreteria del Premio (un quantitativo in linea con le ultime edizioni, ma con un’incidenza qualitativa sensibilmente maggiore, anche grazie al corposo apporto di case editrici italiane ed elvetiche di primaria importanza), la Giuria letteraria, presieduta da Romano Oldrini medico e scrittore e composta da Vittorio Colombo responsabile de La Provincia di Lecco, Luca Crovi scrittore, Robertino Ghiringhelli già ordinario di Storia delle Dottrine Politiche Università Cattolica Milano, Andrea Kerbaker giornalista, scrittore e critico letterario, Marta Morazzoni scrittrice, Mauro Novelli docente letteratura italiana contemporanea Università Statale Milano, Luca Saltini scrittore, Stefano Vassere direttore Biblioteca Cantonale Lugano, Mario Visco caposervizio cultura la Prealpina e Andrea Vitali scrittore e presidente Amici di Piero Chiara ha selezionato la seguente terna finalista:
Piero Colaprico, Le vie della katana, Feltrinelli
| Sinossi | Un viaggio intenso e avvincente dentro le pieghe più oscure e complesse dell’Italia degli ultimi cinquant’anni. Con lo stile tipico del miglior poliziesco, l’autore mescola suspense, ironia e riflessione, mettendo in scena una galleria di personaggi – poliziotti, agenti segreti, criminali, politici, cittadini comuni – che si muovono in un Paese attraversato da corruzione, giochi di potere, segreti di Stato e trasformazioni sociali profonde. Milano fa da fulcro narrativo, ma le storie si dipanano in tutta Italia e toccano scenari internazionali come il Pakistan, la Cina o l’India immaginaria di Salgari, a testimonianza della portata globale delle trame criminali. Le vicende affrontano temi come la mutazione della criminalità organizzata, il ruolo ambiguo dei servizi segreti, il peso dell’immigrazione e le nostalgie della lotta armata. Alternando toni seri e disincantati a momenti di intimità emotiva, ogni racconto scava nei meccanismi dell’anima, svelando le tensioni interiori non solo dei protagonisti, ma anche del contesto sociale in cui si muovono. Ne emerge un affresco vivido e inquieto del Male contemporaneo, in cui violenza, paura, inganno, desiderio e perfino amore si intrecciano con la vita quotidiana, facendo emergere la complessità nascosta anche dietro alle esistenze più apparentemente “semplici”. |
| L’autore | Vive a Milano, è scrittore di gialli e inviato speciale di Repubblica, testata per cui ha seguito numerose inchieste su criminalità e corruzione. È noto per aver coniato il termine “Tangentopoli” e, insieme all’editorialista Giuseppe D’Avanzo, ha svelato la vicenda della celebre telefonata di Silvio Berlusconi in questura e le serate “bunga bunga” ad Arcore. Ha scritto sia saggi sia romanzi di fiction. Tra i primi si ricordano Manager calibro 9 – vent’anni di malavita a Milano (Garzanti, 1996), basato anche sui colloqui con il pentito Saverio Morabito, e Capire tangentopoli (il Saggiatore, 1996). In ambito narrativo ha pubblicato Kriminalbar (Garzanti, 1998), dedicato agli stili di vita della penultima generazione criminale italiana, Trilogia della città di M. (il Saggiatore, 2004, premio Scerbanenco), e La donna del campione (Rizzoli, 2008). Particolarmente significativo è il ciclo di romanzi con protagonista il maresciallo Pietro Binda, anziano investigatore dei carabinieri di via Moscova, attivo nella Milano degli anni Ottanta. I primi tre titoli, scritti con l’anarchico Pietro Valpreda, sono stati successivamente raccolti da Feltrinelli in Le indagini del maresciallo Binda (2013); dopo la scomparsa di Valpreda, ha proseguito il ciclo da solo con altri romanzi, tra cui Il fantasma del ponte di ferro (Rizzoli, 2018). Con Feltrinelli ha pubblicato anche Le cene eleganti (2011) e La strategia del gambero (2017). Per il teatro ha scritto Qui città di M, rimasto in scena per quattro anni. |
Gabriele Pedullà, Certe sere Pablo, Einaudi
| Sinossi | Dov’è finita la militanza politica? Che ne è stato del movimento dei lavoratori che si proponeva di cambiare il mondo? Dalla penna di chi ha vissuto almeno uno scampolo delle battaglie ideologiche di allora, nascono tre racconti lunghi che – alla maniera di una pala d’altare – compongono il volume attraversando l’incendio degli anni Settanta, la cupa pacificazione degli anni Ottanta e la crisi successiva, sino ai giorni nostri. Racconti per chi allora non c’era e vorrebbe sapere, per chi testardamente non ricorda e per chi, invece, proprio non riesce a dimenticare. C’è un giovane liceale scopre la politica nel momento stesso in cui i piú grandi la abbandonano. Ci sono Pablo e Clara, che sono i piú belli, i piú intelligenti e i piú carismatici, il cui idillio, nel turbine del Sessantotto, pare annunciare per tutti un avvenire migliore – ma qualcosa potrebbe non essere quello che sembra. C’è Carlo, che ha passato una vita a battersi a fianco dei piú deboli, finché un incontro inaspettato non arriva a scuotere le sue certezze dalle fondamenta. Nessuna nostalgia, però. Perché ridendo, commuovendosi, palpitando per gli amori, le idee, gli atti di coraggio e di viltà dei vari personaggi, la posta in gioco rimane qui, semmai, un’altra: capire con gli strumenti insostituibili della letteratura. Dare degna sepoltura al passato con un libro in mano. Poi, forse – come dopo ogni seduta spiritica andata a buon fine – ci si potrà anche rimettere in cammino, tutti assieme. |
| L’autore | Roma, 1972. Redattore de “Il Caffè illustrato”, scrive sulle pagine di “Alias” e insegna Letteratura italiana presso l’università di Teramo. Ha pubblicato saggi su Beppe Fenoglio (Donzelli 2001), sulla condizione del cinema e delle altre arti nell’epoca degli individual media (In piena luce, Bompiani 2008) e, da Einaudi, una fortunata antologia di Racconti della Resistenza (2005 e 2006). Un suo racconto è comparso nella raccolta La qualità dell’aria (minimum fax 2004). Per Einaudi ha pubblicato il suo primo libro di narrativa, la raccolta di racconti Lo spagnolo senza sforzo (2009) e Lame (2017); ha inoltre curato (con Sergio Luzzatto) l’Atlante della letteratura italiana (di cui è uscito il primo volume nel 2010, il secondo nel 2011 e il terzo nel 2012). È tradotto in inglese, tedesco, francese, spagnolo, portoghese e coreano. |
Andrej Longo, Undici. Non dimenticare, Sellerio
| Sinossi | Undici storie di donne ambientate a Napoli e in provincia, simili a fotografie capaci di raccontare con un solo frammento una condizione umana e sociale dei nostri tempi. Alcuni di questi racconti prendono spunto dalla cronaca: c’è la domanda di una bambina che chiede il motivo di quella sedia messa sul marciapiede per assicurarsi un parcheggio. Oppure c’è una donna costretta a fare i conti con la più terribile delle realtà. Altri racconti vengono fuori da brandelli di vita reale, come la badante che nella poesia trova la sua nemesi, o la ragazza che sognava di sposare un camorrista. In tutte le storie le protagoniste si trovano a lottare con un destino che sembra ineluttabile. E sempre la scrittura dell’autore, priva di fronzoli e indulgenze al sentimentalismo, ci mostra il peso e il dolore del vivere femminile in certi contesti. Sono storie che pur nella loro completa autonomia, possono essere lette come il seguito del precedente e felicissimo Dieci, con un’ambientazione simile, ma con un raggio di luce che si fa strada nella tragedia e che lascia intravedere, seppur a fatica, un riverbero di speranza. |
| L’autore | Deve il suo nome alla passione del padre per Guerra e pace di Tolstoj. Dopo essersi laureato in Lettere al DAMS di Bologna, ha lavorato come bagnino, cameriere e pizzaiolo. Si dedica poi alla sua vera passione, la scrittura, collaborando come autore di opere teatrali, radiofoniche e cinematografiche. Nel 2007 pubblica Dieci (Adelphi), una raccolta di racconti ambientati a Napoli ed ispirati ai dieci comandamenti, per il quale Longo viene insignito del Premio Bagutta, del Premio Nazionale di Narrativa Bergamo e del Premio Chiara. Tra gli altri titoli, Lu campo di girasoli (Adelphi, 2011), L’altra madre (Adelphi, 2016), Solo la pioggia (Sellerio, 2021), Chi ha ucciso Sarah? (Sellerio, 2021), primo volume della serie gialla dedicata al poliziotto Antonio Acanfora. |
La parola passa ora alla Giuria dei Lettori, composta da 150 soggetti, italiani e della Svizzera italiana, designati dagli Enti pubblici e privati che sostengono l’iniziativa, tra i Gruppi di Lettura e i lettori delle Biblioteche della Lombardia e del Canton Ticino, tra i giornalisti del territorio insubre e tra i soci degli Amici di Piero Chiara. Ciascun giurato riceverà gratuitamente i volumi finalisti unitamente alle istruzioni di voto: le preferenze di tale giuria determineranno il vincitore del Premio Chiara 2025.
Anche quest’anno il vincitore del Premio Chiara sarà di diritto presidente della Giuria Tecnica dell’edizione dell’anno successivo del Premio Chiara Giovani.
Menzione speciale
La Giuria tecnica ha tuttavia deliberato di attribuire anche una menzione speciale, con la motivazione “offre uno sguardo sorprendentemente fresco sulla periferia e altri luoghi laterali e marginali, mescolando stili e contenuti con grande varietà”, alla raccolta
Giorgio Genetelli, Ingombranti, Temposospeso
| Sinossi | Una raccolta di narrazioni, racconti simili a pezzi di scarto uniti per diventare un collettivo eterogeneo e ribelle. Introdotti da una prima persona ancora in noce, che annuncia cose che prevede e vede, i racconti si susseguono tentando uno sguardo laterale del vivere: bambini, vecchi, bestie, assassini, vittime, io-narranti in delirio e altra umanità varia e assortita. Tutti espressi con la loro lingua particolare, tutti tesi nello sforzo di legarsi assieme e formare una resistenza disarmata e invincibile, secondo uno stile che dondola tra follia, anarchia e poesia, tenerezza, innocenza e nervosismo. |
| L’autore | Nato nel 1960 a Preonzo (Svizzera). Il rapporto con il suo paese natale è fortissimo, anche se non ci va quasi mai e quando ci va si autodelude nel non ritrovare cose e fatti che invece crede siano ancora lì, piantate come i platani in piazza. Ha fatto il falegname prima di provarsi come giornalista sportivo, tra mestieri improvvisati e occasionali, scoprendosi scrittore. Un lavoro diventato quotidiano e sterminato, i prodotti sono soprattutto racconti brevissimi. E’ tra i fondatori del progetto editoriale “Arbok Group”, che prevede la pubblicazione mensile di una storia breve, redatta da un team di giovani autori, onde far conoscere al grande pubblico opere e storie di matrice popolare. La prima opera è un romanzo (Il Becaària), ma ha anche scritto libri d’arte. Con La conta degli ostinati (Gabriele Capelli Editore, 2017), un libercolo tascabile di 18 racconti in 156 pagine, è stato segnalato al Premio Chiara 2018. Suoi racconti sono inoltre pubblicati sul quindicinale “Azione” e su altre testate. |
Racconti finalisti al Premio Chiara Giovani 2025
Il concorso era riservato a ragazzi dai 15 ai 20 anni, chiamati a scrivere un racconto breve sulla traccia “LUOGO”.
La partecipazione consiste di 221 racconti pervenuti alla segreteria del Premio da tutta Italia e dal Canton Ticino, tra i quali la Giuria tecnica, presieduta da Veronica Raimo scrittrice, vincitrice Premio Chiara 2024, e composta da Fiorenzo Ferrari dirigente scolastico Istituto Maggia Stresa, Andrea Bianchetti docente CPC Lugano e CPT Bellinzona, Cristina Boracchi direttrice artistica Filosofarti, Davide Circello docente Liceo Lugano 1, Salvatore Consolo ispettore scolastico per la Lombardia, Alessandro Guglielmi giornalista Varesenews, ha selezionato 25 finalisti:
- Spegni la tua TV, di Roberta Addabbo (2008), da Gioia Del Colle (BA),
studentessa @ USS Colamonico-Chiarulli, Acquaviva delle Fonti (BA) - L’inventore, di Alessandro Baraggi (2008), da Mozzate (CO),
studente @ IIS Geymonat, Tradate (VA) - Il forchettone biellese, di Nicola Buttarelli (2005), da Bergamo,
studente @ Accademia Belle Arti Brera, Milano - Dulce bellum inexpertis, di Gianpaolo Carbone (2006), da Scalenghe (TO),
studente @ Liceo Classico Porporato, Pinerolo (TO) - Il luogo del cuore, di Claudia Carioni (2010), da Crema (CR),
studente @ IIS Racchetti-Da Vinci, Crema (CR) - Lunatic Park, di Margherita Cavaleri (2006), da Varese,
studentessa @ Liceo Artistico Frattini, Varese - Echi, di Alessandro Cialente (2008), da Roma,
studente @ Liceo Classico Augusto, Roma - Nusquam, di Claudio Giulio Facchetti (2009), da Luino (VA),
studente @ Liceo Classico Cairoli, Varese - 3:33, di Michele Fantoni (2006), da Leggiuno (VA),
studente @ Liceo Classico Cairoli, Varese - A quattr’occhi, di Caterina Ferrando (2006), Stabio – CH,
studentessa @ Liceo Cantonale, Mendrisio - Luogo, non-luogo, dove la fine è solo l’inizio, di Matilde Gargano (2010), di Malnate (VA),
studentessa @ Liceo Classico Cairoli, Varese - Se io fossi un colore, sarei quello del mare, di Gabriele Gjoni (2008), di Mornago (VA),
studente @ Liceo Classico Cairoli, Varese - Domande e prospettive, di Cristina Lenoci (2007), da Acquaviva delle Fonti (BA),
studentessa @ USS Colamonico-Chiarulli, Acquaviva delle Fonti (BA) - Sperduti peccatori di Caina, di Lucia Run Hui Li (2005), da Ferrara,
studentessa @ Liceo Scientifico Roiti, Ferrara - Un inferno senza fiamme, di Matteo Marzorati (2008), da Germignaga (VA),
studente @ Scuola Arti e Mestieri, Bellinzona - Uno strano animale, di Lia Mastrobattista (2007), da Genestrerio – CH,
studentessa @ Liceo Cantonale, Mendrisio - Note di luci e ombre, di Marco Mazzali (2008), da Lugano – CH,
studente @ Liceo Diocesano, Breganzona - L’albergo degli spiriti raminghi, di Laura Pontecorvi (2007), da Latina,
studentessa @ Liceo Scientifico Grassi, Latina - Case mie, di Aurora Romano (2006), da Samarate (VA),
studentessa @ IIS Crespi, Busto Arsizio (VA) - Riflesso nel nulla, di Annagiulia Sciarrone (2006), da Rota d’Imagna (BG),
studentessa @ Liceo Classico Sarpi, Bergamo - Curglaff, di Beatrice Tampieri (2007), da Lugano – CH,
studentessa @ Liceo Diocesano, Breganzona - Il luogo in cui restano le canzoni, di Matteo Torricelli (2007), da Sutri (VT),
studente @ Liceo Scientifico Ruffini, Viterbo - La luce oltre la siepe, di Aurora Vannucci (2005), da Parma,
studentessa @ Università degli Studi di Parma - Passo dopo passo, di Miriam Viganò (2008), da Massagno – CH,
studentessa @ Liceo Diocesano, Breganzona - La curva della stazione, di Nosrat Zakaria (2009), da Pordenone,
studentessa @ ITST Kennedy, Pordenone

Come di consueto, i racconti finalisti vengono raccolti in un volume (di cui è riprodotta a lato la copertina) pubblicato a cura dell’Associazione Amici di Piero Chiara, che viene inviato ai 150 membri della già citata Giuria dei Lettori, cui spetta votare e stabilire la graduatoria dei premiati. Il libro sarà inoltre disponibile in librerie selezionate del Varesotto e del Canton Ticino, agli eventi del Festival del Racconto 2025. Contattare la segreteria del premio per tutte le informazioni.
I finalisti saranno nostri ospiti in un appuntamento a loro dedicato domenica 21 settembre ore 16.00 in Sala Montanari Varese. La premiazione, in occasione della quale conosceremo la classifica finale e gli assegnatari dei Premi “Regio insubrica” e “Un racconto per un viaggio” (assegnati rispettivamente dalla Comunità di Lavoro Regio Insubrica e da una Giuria ristretta di ex concorrenti) avrà luogo alla Manifestazione Finale di domenica 19 ottobre p.v. ore 17 alle Ville Ponti in Varese.
Verdetto del Premio Chiara Inediti 2025
Il concorso si rivolgeva ad aspiranti scrittori dai 25 anni in su, che hanno partecipato con una raccolta di racconti inediti (mai pubblicati né apparsi in quotidiani, riviste o sul web).
La Giuria tecnica presieduta da Andrea Fazioli scrittore e composta Andrea Giacometti direttore Varesereport, Mario Iodice docente Università dell’Insubria e Pontificia Università Salesiana Roma, Marco Linari giornalista e scrittore, Stefania Radman giornalista Varesenews ha valutato i 40 elaborati pervenuti da tutta Italia e dalla Svizzera Italiana, designando vincitore:

Rodolfo Nicodemi
Varese, 1950
con la raccolta L’estate di San Martino
Questa la motivazione ufficiale:
“Una carrellata di personaggi e di luoghi che accompagnano dolcemente il lettore. Dal racconto sul lido al professore di greco, passando per tante altre vicende sempre ben caratterizzate. La semplicità della scrittura aiuta a seguire una trama che è lenta ma non per questo noiosa. Sono racconti in cui contano soprattutto le sfumature. Risulta piacevole da leggere, a tratti delicato e commovente.”
Sinossi: Ai primi di novembre capita che all’improvviso ritorni l’estate. È quella che la cultura popolare chiama l’estate di San Martino. Arriva inaspettata, il suo è un tempo breve, ma se ne va lasciandoci il ricordo di giorni dolci strappati all’inverno. C’è un’estate di San Martino nel nostro destino? Io spero di sì, la vita è sempre pronta a regalarci una nuova opportunità; effimera o duratura poco importa, bisogna cercarla e non avere paura di afferrarla. L’Estate di San Martino raccoglie sei piccole storie di felicità insperate, di coraggio e di voglia di rimettersi in gioco. I racconti sono ambientati indifferentemente al mare o in città, in Italia o all’estero, perché la vita può sorprenderci ovunque.
Rodolfo Nicodemi, nome germanico e cognome greco, ma italianissimo: nato a Milano nel 1950, da famiglia per tre quarti varesina e un quarto toscana. Prima il liceo classico, poi una laurea in ingegneria e un master in economia per una vita come dirigente d’azienda. Con la pensione, nasce improvvisa la passione per la scrittura: tutti i giorni qualche ora alla scrivania. Non riesce a definirsi uno scrittore, si sente piuttosto un seminatore di tracce. Come Pollicino nel bosco, nelle sue storie lascia tracce che permettono a qualcuno di ritornare indietro nel tempo, o magari ad altri, più giovani, di avventurarsi in un mondo sconosciuto. Nel novembre del 2023 ha pubblicato con ZeroUnoUndici Edizioni Duccio Mucciarelli, romanzo finalista al Premio 1 Romanzo x 1000.
Il premio consiste nella pubblicazione della raccolta a cura della Pietro Macchione Editore.
La Giuria ha altresì deliberato di attribuire una menzione (senza pubblicazione) a Edoardo Zanzi, Varese, 1999, con la raccolta Musica per nottambuli, per la sua capacità di raccontare i giovani con autenticità e profondità, intrecciando emozioni quotidiane e sogni grandi con una scrittura brillante e mai banale.
La premiazione ufficiale del vincitore avverrà alla Finale del Premio Chiara 2025, domenica 19 ottobre 2025 ore 17 alla Sala Napoleonica Ville Ponti Varese.
Comunicazioni, notizie varie, appuntamenti
Prosegue fino a gennaio 2026 il bando del Concorso di filmmaking “da un racconto di parole a un racconto per immagini”, che propone ai partecipanti di creare un breve film ispirato un racconto di Piero Chiara. Il premio è organizzato in collaborazione con il BAFF-Busto Arsizio Film Festival.
Ecco infine qualche rapida anticipazione in merito alle date già definite legate ai nostri premi per l’anno corrente:
- Domenica 21 settembre, ore 16.00 – Sala Montanari Varese
Incontro con i finalisti del Premio Chiara Giovani 2025 intervistati da membri della Giuria tecnica. - Sabato 18 ottobre, ore 18.00 – Biblioteca Cantonale di Lugano
Incontro con i finalisti del Premio Chiara 2025 intervistati da Mauro Novelli, Luca Saltini, Stefano Vassere. - Domenica 19 ottobre, ore 10.30 – Museo MAGA Gallarate
Incontro con i finalisti del Premio Chiara 2025 intervistati da Vittorio Colombo. - Domenica 19 ottobre, ore 17.00 – Sala Napoleonica, Ville Ponti di Varese
Manifestazione finale del Premio Chiara 2025 con spoglio in diretta dei voti e proclamazione del vincitore. La manifestazione includerà inoltre la finale del Premio Chiara Giovani (con premiazione Premio Regio Insubrica e Premio “un racconto per un viaggio”) e la premiazione del Premio Chiara Inediti 2025. Conducono Claudia Donadoni e …
Il calendario completo degli eventi del Festival del Racconto 2025 sarà via via reso disponibile sulla pagina dedicata di questo sito.
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