Premio Chiara 2025

Premio letterario per raccolte di racconti edite.

andrej longo vincitore premio chiara 2025

L’Associazione AMICI DI PIERO CHIARA con il contributo di Regione Lombardia e con il patrocinio e il sostegno di Repubblica e Cantone Ticino, Regio Insubrica, Provincia di Varese, Comune di Varese, Comune di Luino, Camera di Commercio di Varese, Fondazione Comunitaria del Varesotto Onlus, Fondazione AEM gruppo a2a, Fondazione Unione Banche Italiane per Varese, ha indetto la XXXVII edizione del Premio Chiara.

Erano ammesse a concorrere raccolte di racconti in lingua italiana, edite con ISBN e regolare distribuzione nei circuiti di vendita in Italia e nella Svizzera italiana tra il 1° maggio 2024 e il 26 aprile 2025. Le raccolte dovevano contenere racconti scritti tutti da un solo autore: non potevano partecipare antologie a più mani.

Gli editori e gli autori che intendevano partecipare al Premio Chiara 2025 dovevano far pervenire al più presto (la data ultima per la ricezione del materiale era il 3 MAGGIO 2025) 12 copie del libro alla sede del Premio:

    Amici di Piero Chiara,
    Viale Belforte 45, I-21100 Varese

unitamente alla scheda di partecipazione debitamente compilata, scaricabile al link seguente.
 

Scarica il bando di concorso (PDF)

 
 

Vincitore

Il XXXVII Premio Chiara va a Andrej Longo con Undici. Non dimenticare, edito da Sellerio. Questo il verdetto dei 150 giurati popolari italiani e ticinesi, le cui schede di voto sono state scrutinate in diretta dal notaio del Premio durante la Manifestazione Finale di domenica 19 ottobre alle Ville Ponti Varese.

Il vincitore sarà di diritto presidente della giuria del Premio Chiara Giovani 2026.

 

Terna finalista

Tra le 39 raccolte pervenute alla segreteria del Premio, la Giuria letteraria, presieduta da Romano Oldrini medico e scrittore e composta da Vittorio Colombo responsabile de La Provincia di Lecco, Luca Crovi scrittore, Robertino Ghiringhelli già ordinario di Storia delle Dottrine Politiche Università Cattolica Milano, Andrea Kerbaker giornalista, scrittore e critico letterario, Marta Morazzoni scrittrice, Mauro Novelli docente letteratura italiana contemporanea Università Statale Milano, Luca Saltini scrittore, Stefano Vassere direttore Biblioteca Cantonale Lugano, Mario Visco caposervizio cultura la Prealpina e Andrea Vitali scrittore e presidente Amici di Piero Chiara aveva selezionato la seguente terna finalista:

 

Copertina   Ritratto
Piero Colaprico, Le vie della katana, Feltrinelli

 

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Sinossi Un viaggio intenso e avvincente dentro le pieghe più oscure e complesse dell’Italia degli ultimi cinquant’anni. Con lo stile tipico del miglior poliziesco, l’autore mescola suspense, ironia e riflessione, mettendo in scena una galleria di personaggi – poliziotti, agenti segreti, criminali, politici, cittadini comuni – che si muovono in un Paese attraversato da corruzione, giochi di potere, segreti di Stato e trasformazioni sociali profonde. Milano fa da fulcro narrativo, ma le storie si dipanano in tutta Italia e toccano scenari internazionali come il Pakistan, la Cina o l’India immaginaria di Salgari, a testimonianza della portata globale delle trame criminali. Le vicende affrontano temi come la mutazione della criminalità organizzata, il ruolo ambiguo dei servizi segreti, il peso dell’immigrazione e le nostalgie della lotta armata. Alternando toni seri e disincantati a momenti di intimità emotiva, ogni racconto scava nei meccanismi dell’anima, svelando le tensioni interiori non solo dei protagonisti, ma anche del contesto sociale in cui si muovono. Ne emerge un affresco vivido e inquieto del Male contemporaneo, in cui violenza, paura, inganno, desiderio e perfino amore si intrecciano con la vita quotidiana, facendo emergere la complessità nascosta anche dietro alle esistenze più apparentemente “semplici”.
L’autore Vive a Milano, è scrittore di gialli e inviato speciale di Repubblica, testata per cui ha seguito numerose inchieste su criminalità e corruzione. È noto per aver coniato il termine “Tangentopoli” e, insieme all’editorialista Giuseppe D’Avanzo, ha svelato la vicenda della celebre telefonata di Silvio Berlusconi in questura e le serate “bunga bunga” ad Arcore. Ha scritto sia saggi sia romanzi di fiction. Tra i primi si ricordano Manager calibro 9 – vent’anni di malavita a Milano (Garzanti, 1996), basato anche sui colloqui con il pentito Saverio Morabito, e Capire tangentopoli (il Saggiatore, 1996). In ambito narrativo ha pubblicato Kriminalbar (Garzanti, 1998), dedicato agli stili di vita della penultima generazione criminale italiana, Trilogia della città di M. (il Saggiatore, 2004, premio Scerbanenco), e La donna del campione (Rizzoli, 2008). Particolarmente significativo è il ciclo di romanzi con protagonista il maresciallo Pietro Binda, anziano investigatore dei carabinieri di via Moscova, attivo nella Milano degli anni Ottanta. I primi tre titoli, scritti con l’anarchico Pietro Valpreda, sono stati successivamente raccolti da Feltrinelli in Le indagini del maresciallo Binda (2013); dopo la scomparsa di Valpreda, ha proseguito il ciclo da solo con altri romanzi, tra cui Il fantasma del ponte di ferro (Rizzoli, 2018). Con Feltrinelli ha pubblicato anche Le cene eleganti (2011) e La strategia del gambero (2017). Per il teatro ha scritto Qui città di M, rimasto in scena per quattro anni.

 

Copertina   Ritratto
Gabriele Pedullà, Certe sere Pablo, Einaudi

 

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Sinossi Dov’è finita la militanza politica? Che ne è stato del movimento dei lavoratori che si proponeva di cambiare il mondo? Dalla penna di chi ha vissuto almeno uno scampolo delle battaglie ideologiche di allora, nascono tre racconti lunghi che – alla maniera di una pala d’altare – compongono il volume attraversando l’incendio degli anni Settanta, la cupa pacificazione degli anni Ottanta e la crisi successiva, sino ai giorni nostri. Racconti per chi allora non c’era e vorrebbe sapere, per chi testardamente non ricorda e per chi, invece, proprio non riesce a dimenticare. C’è un giovane liceale scopre la politica nel momento stesso in cui i piú grandi la abbandonano. Ci sono Pablo e Clara, che sono i piú belli, i piú intelligenti e i piú carismatici, il cui idillio, nel turbine del Sessantotto, pare annunciare per tutti un avvenire migliore – ma qualcosa potrebbe non essere quello che sembra. C’è Carlo, che ha passato una vita a battersi a fianco dei piú deboli, finché un incontro inaspettato non arriva a scuotere le sue certezze dalle fondamenta. Nessuna nostalgia, però. Perché ridendo, commuovendosi, palpitando per gli amori, le idee, gli atti di coraggio e di viltà dei vari personaggi, la posta in gioco rimane qui, semmai, un’altra: capire con gli strumenti insostituibili della letteratura. Dare degna sepoltura al passato con un libro in mano. Poi, forse – come dopo ogni seduta spiritica andata a buon fine – ci si potrà anche rimettere in cammino, tutti assieme.
L’autore Roma, 1972. Redattore de “Il Caffè illustrato”, scrive sulle pagine di “Alias” e insegna Letteratura italiana presso l’università di Teramo. Ha pubblicato saggi su Beppe Fenoglio (Donzelli 2001), sulla condizione del cinema e delle altre arti nell’epoca degli individual media (In piena luce, Bompiani 2008) e, da Einaudi, una fortunata antologia di Racconti della Resistenza (2005 e 2006). Un suo racconto è comparso nella raccolta La qualità dell’aria (minimum fax 2004). Per Einaudi ha pubblicato il suo primo libro di narrativa, la raccolta di racconti Lo spagnolo senza sforzo (2009) e Lame (2017); ha inoltre curato (con Sergio Luzzatto) l’Atlante della letteratura italiana (di cui è uscito il primo volume nel 2010, il secondo nel 2011 e il terzo nel 2012). È tradotto in inglese, tedesco, francese, spagnolo, portoghese e coreano.

 

Copertina   Ritratto
Andrej Longo, Undici. Non dimenticare, Sellerio

 

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Sinossi Undici storie di donne ambientate a Napoli e in provincia, simili a fotografie capaci di raccontare con un solo frammento una condizione umana e sociale dei nostri tempi. Alcuni di questi racconti prendono spunto dalla cronaca: c’è la domanda di una bambina che chiede il motivo di quella sedia messa sul marciapiede per assicurarsi un parcheggio. Oppure c’è una donna costretta a fare i conti con la più terribile delle realtà. Altri racconti vengono fuori da brandelli di vita reale, come la badante che nella poesia trova la sua nemesi, o la ragazza che sognava di sposare un camorrista. In tutte le storie le protagoniste si trovano a lottare con un destino che sembra ineluttabile. E sempre la scrittura dell’autore, priva di fronzoli e indulgenze al sentimentalismo, ci mostra il peso e il dolore del vivere femminile in certi contesti. Sono storie che pur nella loro completa autonomia, possono essere lette come il seguito del precedente e felicissimo Dieci, con un’ambientazione simile, ma con un raggio di luce che si fa strada nella tragedia e che lascia intravedere, seppur a fatica, un riverbero di speranza.
L’autore Deve il suo nome alla passione del padre per Guerra e pace di Tolstoj. Dopo essersi laureato in Lettere al DAMS di Bologna, ha lavorato come bagnino, cameriere e pizzaiolo. Si dedica poi alla sua vera passione, la scrittura, collaborando come autore di opere teatrali, radiofoniche e cinematografiche. Nel 2007 pubblica Dieci (Adelphi), una raccolta di racconti ambientati a Napoli ed ispirati ai dieci comandamenti, per il quale Longo viene insignito del Premio Bagutta, del Premio Nazionale di Narrativa Bergamo e del Premio Chiara. Tra gli altri titoli, Lu campo di girasoli (Adelphi, 2011), L’altra madre (Adelphi, 2016), Solo la pioggia (Sellerio, 2021), Chi ha ucciso Sarah? (Sellerio, 2021), primo volume della serie gialla dedicata al poliziotto Antonio Acanfora.

 

La parola è quindi passata alla Giuria dei Lettori, composta da 150 soggetti, italiani e della Svizzera italiana, designati dagli Enti pubblici e privati che sostengono l’iniziativa, tra i Gruppi di Lettura e i lettori delle Biblioteche della Lombardia e del Canton Ticino, tra i giornalisti del territorio insubre e tra i soci degli Amici di Piero Chiara. Ciascun giurato ha ricevuto gratuitamente i volumi finalisti unitamente alle istruzioni di voto: le preferenze di tale giuria hanno determinato il vincitore del Premio Chiara 2025.

 

Menzione speciale

La Giuria tecnica ha deliberato di attribuire anche una menzione speciale, con la motivazione “offre uno sguardo sorprendentemente fresco sulla periferia e altri luoghi laterali e marginali, mescolando stili e contenuti con grande varietà”, alla raccolta

Copertina   Ritratto
Giorgio Genetelli, Ingombranti, Temposospeso

 

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Sinossi Una raccolta di narrazioni, racconti simili a pezzi di scarto uniti per diventare un collettivo eterogeneo e ribelle. Introdotti da una prima persona ancora in noce, che annuncia cose che prevede e vede, i racconti si susseguono tentando uno sguardo laterale del vivere: bambini, vecchi, bestie, assassini, vittime, io-narranti in delirio e altra umanità varia e assortita. Tutti espressi con la loro lingua particolare, tutti tesi nello sforzo di legarsi assieme e formare una resistenza disarmata e invincibile, secondo uno stile che dondola tra follia, anarchia e poesia, tenerezza, innocenza e nervosismo.
L’autore Nato nel 1960 a Preonzo (Svizzera). Il rapporto con il suo paese natale è fortissimo, anche se non ci va quasi mai e quando ci va si autodelude nel non ritrovare cose e fatti che invece crede siano ancora lì, piantate come i platani in piazza. Ha fatto il falegname prima di provarsi come giornalista sportivo, tra mestieri improvvisati e occasionali, scoprendosi scrittore. Un lavoro diventato quotidiano e sterminato, i prodotti sono soprattutto racconti brevissimi. E’ tra i fondatori del progetto editoriale “Arbok Group”, che prevede la pubblicazione mensile di una storia breve, redatta da un team di giovani autori, onde far conoscere al grande pubblico opere e storie di matrice popolare. La prima opera è un romanzo (Il Becaària), ma ha anche scritto libri d’arte. Con La conta degli ostinati (Gabriele Capelli Editore, 2017), un libercolo tascabile di 18 racconti in 156 pagine, è stato segnalato al Premio Chiara 2018. Suoi racconti sono inoltre pubblicati sul quindicinale “Azione” e su altre testate.

 

Appuntamenti

I finalisti sono stati con noi sabato 18 ottobre 2025 alle ore 18:00 presso la Biblioteca Cantonale di Lugano, e domenica 19 ottobre 2025 alle ore 10:30 presso il Museo MAGA Gallarate.

La finale ha avuto luogo domenica 19 ottobre 2025 alle ore 17:00 presso le Ville Ponti di Varese.

 


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