Premio Chiara alla Carriera 2019

conferito a Pupi Avati


 
L’Associazione Amici di Piero Chiara assegna il Premio Chiara alla Carriera per l’anno 2019 al regista Pupi Avati, con la seguente motivazione:

“A un grande cineasta, che nella sua lunga produzione filmica, ma anche in quella squisitamente narrativa e meno nota, ha saputo giostrarsi con abilità su vari livelli espressivi, senza richiami modaioli e concessioni a gusti transitori, guidato da una misura che è qualità dell’animo.”

Il premio gli sarà conferito in data domenica 20 ottobre 2019 alle ore 17.00 presso il Teatro Sociale di Luino (VA), nella manifestazione di gala condotta da Claudia Donadoni, Mauro Gervasini e Andrea Vitali.

L’evento sarà preceduto da due appuntamenti propedeutici, entrambi al Teatro Sociale di Luino (clic sulla data per info):

 
Tutti gli appuntamenti sono ad ingresso libero.
 

Biografia

Pupi Avati
Giuseppe “Pupi” Avati, Bologna, 1938. Trova la propria strada nell’arte cinematografica seguendo le orme del fratello maggiore Antonio, sceneggiatore e produttore. Esordisce con “Balsamus, l’uomo di Satana” (1968) e “Thomas e gli indemoniati”, nel quale esordisce una giovane Mariangela Melato. Partecipa poi come sceneggiatore a “Salò o le 120 giornate di Sodoma” di Pier Paolo Pasolini. Nel 1974 gira “La mazurca del barone, della santa e del fico” con Ugo Tognazzi, Paolo Villaggio e Delia Boccardo. Tre anni più tardi firma il musical “Bordella”, con un giovanissimo Christian De Sica. Nello stesso anno esce anche “La casa dalle finestre che ridono”, che ottiene un grande successo. Sceneggia “Jazz band” (1978) e “Cinema” (1979), due produzioni televisive di carattere autobiografico. Segue “Una gita scolastica” (1983) con Carlo delle Piane, che viene premiato con i Nastri d’argento alla migliore regia e al miglior soggetto originale. Riscuotono successo anche “Regalo di Natale” (1986), il sequel “La rivincita di Natale” (2004) e “Storie di ragazzi e di ragazze” (1989) vincitore nuovamente di due Nastri d’argento per la miglior regia e la miglior sceneggiatura. Riceve il Nastro d’argento per la regia anche per “Festival” (1996), con Massimo Boldi, ispirato ad un episodio della vita artistica di Walter Chiari. Alla regia affianca la scrittura, pubblicando romanzi come “I cavalieri che fecero l’impresa”, da cui trae anche l’omonimo film nel 1999, e una sua autobiografia: “Sotto le stelle di un film” (2008). Nel 2003 esce “Il cuore altrove” con Neri Marcoré e Vanessa Incontrada, che inaugura un periodo molto fortunato: seguono “Ma quando arrivano le ragazze” (2005) con Vittoria Puccini e Claudio Santamaria, “La seconda notte di nozze” con Katia Ricciarelli, Antonio Albanese e Neri Marcoré, “La cena per farli conoscere” (2007) con Diego Abatantuono, Vanessa Incontrada, Ines Sastre, Violante Placido e Francesca Neri, “Il papà di Giovanna” (2008) con Silvio Orlando, “Il figlio più piccolo” (2010) e “Il cuore grande delle ragazze” (2011) con Cesare Cremonini e Micaela Ramazzotti. Dal 1995 presiede la Fondazione Fellini, “ringraziamento” a uno dei registi di cui ha maggiormente subito l’influenza e del quale è diventato amico negli ultimi anni della sua vita.

 


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