Premio Chiara 2020

Premio letterario per raccolte di racconti edite.

Faccia Piero Chiara standard

L’Associazione AMICI DI PIERO CHIARA con il contributo di Regione Lombardia e con il patrocinio e il sostegno di Repubblica e Cantone Ticino, Regio Insubrica, Provincia di Varese, Comune di Varese, Comune di Luino, Camera di Commercio di Varese, Fondazione Comunitaria del Varesotto Onlus, ha indetto la XXXII edizione del Premio Chiara.

Erano ammesse a concorrere raccolte di racconti in lingua italiana, edite (con ISBN e regolare distribuzione nei circuiti di vendita) in Italia e nella Svizzera italiana tra il 1 maggio 2019 ed il 30 aprile 2020. Le raccolte dovevano contenere racconti scritti tutti da un solo autore: non potevano partecipare antologie a più mani.

Gli editori e gli autori che intendevano partecipare al Premio Chiara 2020 dovevano far pervenire al più presto (ENTRO E NON OLTRE IL 4 MAGGIO 2020) 13 copie del libro alla segreteria del Premio, unitamente alla scheda di partecipazione debitamente compilata, scaricabile al link seguente.
 

Scarica il bando di concorso (PDF)

 

Tra le raccolte pervenute alla segreteria del Premio, la Giuria letteraria, presieduta da Romano Oldrini Presidente Ass. Amici di Piero Chiara e composta da Vittorio Colombo responsabile de La Provincia di Lecco, Luca Crovi scrittore, Robertino Ghiringhelli direttore dipartimento storia moderna e contemporanea Università Cattolica Milano, Paolo Grosso giornalista La Prealpina, Luigi Mascheroni caporedattore Cultura Il Giornale, Marta Morazzoni scrittrice, Mauro Novelli docente letteratura italiana contemporanea Università Statale Milano, Ermanno Paccagnini direttore dipartimento italianistica Università Cattolica Milano, Luca Saltini scrittore, Stefano Vassere direttore Biblioteca Cantonale Lugano e Andrea Vitali scrittore ha selezionato la seguente terna finalista:

 

Copertina   Ritratto
Maria Attanasio, Lo splendore del niente e altre storie, Sellerio

 

Sinossi “Si nasce per caso in un luogo, che può diventare scelta, destino. E destino di scrittura è stata per me Caltagirone, l’immaginaria Calacte della maggior parte di questi racconti. Storie soprattutto di donne – ribelli non rassegnate – di cui spesso resta solo un gesto, un dettaglio, impigliato in vecchi libri o nelle scritture di cronisti locali: frammenti dell’immemore genealogia delle madri, che arrivano a me, si insediano in me, fino a quando non restituisco loro parola e identità. Ricostruendo, tra immaginario storico e tracce documentali, il pensare e l’operare delle protagoniste dei racconti, la mia vita si è fusa con la loro in una sorta di autobiografia, traslata nel tempo dell’esclusione dal linguaggio che ha caratterizzato l’identità di genere; dove però è possibile ritrovare sorprendenti storie di coraggio e di resistenza alla discriminazione e all’ingiustizia”. Storie di donne ribelli, di coraggio e di resistenza. Figure ai margini della storia che diventano protagoniste grazie a una scrittura poetica efficace e unica.
 
L’autrice Caltagirone, 1943, collabora a riviste e giornali. Ha scritto poesie (Interni, 1979; Nero barocco nero, 1985; Eros e mente, 1996; Amnesia del movimento delle nuvole, 2003) e saggi. Con Sellerio ha pubblicato Correva l’anno 1698 e nella città avvenne il fatto memorabile (1994), Piccole cronache di un secolo (1997, con Domenico Amoroso), Di Concetta e le sue donne (1999) Il falsario di Caltagirone (2007), Il condominio di Via della Notte (2013), La ragazza di Marsiglia (2018) e Lo splendore del niente e altre storie (2020).
 
   

 

Copertina   Ritratto
Ermanno Cavazzoni, Storie vere e verissime, La nave di Teseo

 

Sinossi “In questo libro tutto ciò che è raccontato è vero, i personaggi citati sono esistiti, qualcuno esiste ancora, e per sincerarsene, a chi lo chiede posso fornire i recapiti. Se qualcosa somiglia alla realtà è perché ne è un ritratto fedele, niente nomi fasulli, niente invenzioni, ce n’è abbastanza nel mondo da dire senza aggiungere fatti o vicende inesistenti e gonfiarli fino a farne un romanzo. Questa quindi non è narrativa di finzione, come si usa dire, ma la semplice e limpida realtà raccontata realisticamente. Se per caso qualcosa fa ridere, non è colpa mia, è il mondo che è comico.” Dalle carriere politiche fallimentari ai risvolti meschini delle religioni; dai dubbi sull’aldilà alle speranze nei confronti degli alieni; dalle merde di cane al corteggiamento nell’era di internet, passando per galassie, dittatori, grandi scrittori: Ermanno Cavazzoni costruisce storie verissime e incredibili, legate dalla sua ironia quieta e implacabile.
L’autore Nato a Reggio Emilia, vive a Bologna. È autore di vari libri di narrativa: Le tentazioni di Girolamo (1991), I sette cuori (1992), Le leggende dei santi (1993), Vite brevi di idioti (1994), Cirenaica (1999, riedito come La valle dei ladri, 2014), Gli scrittori inutili (2002), Storia naturale dei giganti (2007), Il limbo delle fantasticazioni (2009), Guida agli animali fantastici (2011), Il pensatore solitario (2015), Gli eremiti del deserto (2016). Per La nave di Teseo ha pubblicato La galassia dei dementi (2018), vincitore del Premio Campiello – selezione Giuria dei Letterati, e Storie vere e verissime (2019). È stato, con Gianni Celati e altri, ideatore e curatore della rivista “Il semplice”.
 
   

 

Copertina   Ritratto
Valerio Magrelli, Sopruso: istruzioni per l’uso, Einaudi

 

Sinossi «Cani, antifurto, bimbi, lupi mannari – chi fa rumore è all’oscuro degli altri, figure leggendarie di cui talvolta si favoleggia, ma che evidentemente nessuno ha mai voluto prendere in considerazione. Eppure esistono, cosí come esiste un mondo circostante, e per di piú abitato, che questo libro avrebbe l’ambizione di portare alla luce. Poi c’è la burocrazia». Un medico in camice insulta un paziente sdraiato e in mutande (La Radiografia), un intero quartiere insorge contro chi spara musica (La Rivolta), un colpo in banca (La Rapina), una fila alle poste (La Raccomandata). Quattro scene madri per un unico scopo: individuare quelle vessazioni invisibili di cui siamo costantemente oggetto nel corso delle nostre giornate. Come le vittime dei «bravi» manzoniani, Magrelli ha imparato a sue spese fin dall’infanzia la grammatica dell’oltraggio, e la ricorda nell’appendice autobiografica sulla sventurata famiglia dei rosci. Da qui la conclusione: «Tutto conferma che l’Altro rappresenta la fogna dei nostri problemi, la discarica dove sversare ogni difficoltà, il monnezzaro, l’isola ecologica, senza neanche raccolta differenziata».
L’autore Roma, 1957. Ha pubblicato sei libri di poesie (raccolti nel volume Le cavie, Einaudi 2018), il pamphlet in versi Il commissario Magrelli (Einaudi 2018), e un ciclo di quattro volumi in prosa (concluso con Geologia di un padre, Einaudi 2013). Professore ordinario di letteratura francese all’Università Roma Tre, ha diretto la serie trilingue “Scrittori tradotti da scrittori” di Einaudi (Premio Nazionale per la Traduzione 1996). Nel 2002 l’Accademia Nazionale dei Lincei gli ha attribuito il Premio Feltrinelli per la poesia italiana.
 
   

 

La parola passa ora alla Giuria dei Lettori, che riceverà i volumi in terna e le schede di voto, dal cui spoglio uscirà il vincitore.

A partire da questa edizione, il vincitore del Premio Chiara sarà di diritto presidente della giuria dell’edizione dell’anno successivo del Premio Chiara Giovani.

La finale avrà luogo domenica 18 ottobre 2020 alle ore 17:00 presso le Ville Ponti di Varese.

 


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